5) Bacon. La filosofia  stata un sapere sterile.
Il filosofo inglese, dopo aver rifiutato l'autorit degli antichi
in nome della luce che viene direttamente dalla natura, condanna
la filosofia per essere stata un sapere sterile, finalizzato non
alla verit ma alle discussioni e alle dispute.
F. Bacon, Temporis partus masculus (pagina 70).

Nella sua grande enciclopedia intitolata De dignitate et augmentis
scientiarum che fu pubblicata nel 1623 Bacone traccia questo breve
quadro della civilt del suo tempo:
Quando considero le condizioni di questi tempi nei quali la
cultura sembra essere ritornata per la terza volta fra gli uomini
e allorch osservo la grandezza e la variet dei mezzi e degli
strumenti di cui essa  fornita, la profondit e l'altezza dei
molti ingegni di questa epoca, le opere ammirevoli degli antichi
scrittori che splendono dinanzi a noi come faci, l'arte della
stampa che distribuisce generosamente i libri agli uomini di
qualunque condizione, il seno ormai dischiuso dell'Oceano e il
mondo percorso da un capo all'altro onde  stata portata a nostra
conoscenza una quantit di esperimenti sconosciuti agli antichi e
si  grandemente arricchita la storia naturale... la pace di cui
godono la Gran Bretagna, la Spagna l'Italia, la stessa Francia e
non poche altre regioni... quando penso a tutto questo, non posso
fare a meno di esser trasportato dalla speranza che questa terza
epoca del sapere superer di gran lunga le due epoche precedenti
che si verificarono presso i Greci e presso i Romani.
Ma per realizzare questa speranza, per dar luogo a questa nuova
et era anche necessario chiarire e approfondire le ragioni, le
cause, i motivi del fallimento di tutto il sapere tradizionale. Di
fronte alle filosofie del passato  necessario assumere un
atteggiamento di netto rifiuto: cercare di richiamare in vita la
scienza dalle tenebre dell'antichit invece che dalla luce
della natura appare a Bacone errato e colpevole. Nella critica
alla tradizione non si tratta quindi di andar confutando i singoli
errori e le singole menzogne, non si tratta di gettarsi nella
mischia e nella lotta tra le varie scuole o stte filosofiche
prendendo le difese di una delle parti in lotta, ma occorre
disperdere di colpo le tenebre che i secoli hanno addensato e
rendersi conto che la accanita lotta che vien condotta dalle varie
scuole filosofiche  solo una lotta di larve e di ombre, di
una turba venale di professori. Dal punto di vista di questa
decisa rottura con il passato tutte le filosofie trascorse
possono, in qualche modo, esser poste sullo stesso piano; sono
tutte degne delle stesse accuse e soggiacciono allo stesso tipo di
critica. La nuova filosofia che dovr sostituirsi ad esse non
potr pi muoversi sul loro stesso terreno, non potr pi
accettare i loro princip, i loro presupposti, i loro argomenti,
le loro dimostrazioni; dovr essere la conseguenza di un nuovo
atteggiamento dell'uomo di fronte alla natura, e questo
atteggiamento nuovo richieder un nuovo concetto di verit, una
nuova moralit ed una nuova logica.
La dura condanna di Bacone ha in realt il tono di una condanna
morale. Di quale colpa si sono resi rei i filosofi del passato?
Essi, secondo il nostro Lord Cancelliere, hanno peccato di
superbia intellettuale trasformando la filosofia da paziente e
umile indagine delle cose e della natura in uno strumento
raffinato di prevalenza nelle discussioni e nelle dispute. Il
sapere filosofico  diventato cos tutto verbale, sterile di
opere, si  confessato incapace di trasformare il mondo. Questa
sterilit, d'altro lato,  appunto la conseguenza della duplice
pretesa che i Greci lasciarono in eredit al genere umano: la
pretesa di sostituire perfette costruzioni di parole ai faticosi
tentativi di sfogliare le pagine del gran libro della natura e la
pretesa di rinchiudere per sempre, entro una dottrina particolare,
la universalit del metodo e la totalit della natura. La
filosofia, quel tipo di filosofia, ha quindi una grande
responsabilit: quella di aver distolto gli uomini dalla
riflessione sulle cose per costringerli ad una sterile riflessione
sull'interiorit. In questo modo essa ha posto la contemplazione
al posto delle opere,  diventata una scuola di rassegnazione
invece che uno strumento di possibilit di nuove per il genere
umano.
Il pensiero di F. Bacon, a cura di P. Rossi, Loescher, Torino,
1974, pagine 4-6.
